Il Metodo Ruffini è un trattamento dermatologico ad uso topico cutaneo di Ipoclorito di Sodio (NaOCl) tra il 6% e il 12%. Tale metodologia terapeutica è nata nel 1991 allorquando il Dr. Gilberto Ruffini, medico chirurgo ed ematologo. Abbiamo intervistato la Dott.ssa Elena Villani, medico di famiglia, specialista in Ginecologia, coordinatrice della Medicina di famiglia Medinfior ULSS 7 e AFT, esperta di legislazione sanitaria, nonché coordinatrice della rete oncologica del Veneto, che ci ha spiegato meglio in cosa consiste tale rivoluzionario metodo, ponendo l’accento sulla questione dei superbatteri resistenti agli antibiotici e sull’errore della farmacologia che utilizza le stesse molecole che sempre più spesso risultano essere inefficaci. L’ipoclorito di sodio invece si trasforma in acido ipocloroso che spezza i legami idrogeno e quindi distrugge completamente il patogeno.
In cosa consiste precisamente il Metodo Ruffini e come è nato?
Il Metodo Ruffini è un trattamento dermatologico ad uso topico di ipoclorito di sodio (NaOCl) tra il 6% e il 12% intuito dal mio collega, il dott. Gilberto Ruffini medico ematologo e dentista di Varese, nel lontano 1991 e brevettato nel 1996. Questa metodologia è nata accidentalmente durante l’osservazione di un trattamento odontoiatrico usando appunto la sopracitata molecola e riscontrando una risposta positiva ebbe l’intuizione di espandere per analogia ad altre evenienze il trattamento. Via via nel corso della sua professione medica ha potuto cosi affinare la metodica e giungere al brevetto con una corposa conoscenza dei potenziale che aveva scoperto.
Per quali patologie della pelle è risultato molto efficace?
Risulta essere particolarmente efficace nell’uso di tutte quelle patologie, umane e veterinarie, prettamente dermatologiche.
Gli ambiti medici che investe sono molteplici:
- dermatologia
- ginecologia
- oculistica
- urologia
- chirurgia (in generale)
- pronto soccorso
- Infortunistica cutanea (ustioni, ferite)
- Punture urticanti (ortiche, meduse, api, ragni …)
- Pruriti (non allergici)
- Psoriasi (possibile miglioramento della sintomatologia)
I patogeni che si possono debellare sono di origine:
- virale
- micotica
- microbica
- protozoaria
- parassitaria
Come mai alcuni superbatteri hanno sviluppato capacità di sopravvivenza ad alcuni comuni disinfettanti e non soltanto agli antibiotici?
Ci sono alcuni disinfettanti che non hanno la potenza dell’ipoclorito di sodio ma sono disinfettanti più per un fine commerciale che realmente per una azione antimicrobica; questo comporta il fatto che i batteri non subiscano alcun reale effetto da quel tale disinfettante. Con gli antibiotici addirittura i batteri sviluppano la capacità di resistenza in quanto possono mutare e creano una strategia biologica di sopravvivenza. L’errore quindi è della farmacologia che utilizza le stesse molecole che sempre più spesso risultano essere non solo inefficaci ma danno la possibilità al patogeno di riorganizzarsi.
Quante infezioni e quanti decessi a causa di queste si contano all’anno in Italia?
Solo per quanto riguarda le infezioni MRSA (da Stafilococco Aureus) in europa i decessi risultano essere circa 25000 a causa principalmente della antibioticoresistenza.
Si arriverà un giorno a sconfiggere i batteri patogeni? E come?
I batteri patogeni che attualmente non si curano sono quelli appunto antibioticoresistenti. Da 20 anni a questa parte sostanzialmente gli antibiotici sono sempre gli stessi perché sono di 12 famiglie chimiche tutte ampiamente sfruttate negli anni dalla farmacologica e l’abuso poi da parte dei medici ha creato tutte queste resistente a tutte quelle molecole di antibiotici. A livello dermatologico (umano e veterinario) il miglior strumento è offerto dal Metodo Ruffini perché non lascia scampo ad alcun patogeno.
Come ci si deve comportare con l’alimentazione, a cosa dobbiamo stare particolarmente attenti?
Alimentazione prevalentemente varia, vegetariana, poca o nessuna carne (comunque detta bianca), poco o niente pesce, frutta, fibre. Praticare sport costantemente (in forma anche moderata) e cercare di condurre una vita armoniosa, senza stress. Attenzione al sovrappeso.
Come agisce l’ipoclorito di sodio sui batteri?
L’ipoclorito di sodio si trasforma in acido ipocloroso che spezza i legami idrogeno e quindi disfa completamente le pareti microbiche. In pratica il patogeno viene completamente distrutto.
Il Metodo Ruffini può abbattere i costi sanitari?
Certamente. Lei pensi che il costo di produzione dell’ ipoclorito di sodio è inferiore ai 0,60 centesimi di euro al litro e che con un litro di prodotto (1000ml) si possono fare almeno 80-90 trattamenti. I costi sanitari sarebbe certamente abbattuti in modo significativo.
Riscontrate frequentemente scetticismo verso il vostro Metodo?
Fino a qualche anno fa si, molto scetticismo e talvolta derisione. Da almeno 2-3 anni invece si riscontra sempre maggiore curiosità e adesione dal mondo medico-scientifico. Credo che tale metodologia stia sempre più prendendo i connotati di un rimedio medico (umano e veterinario) qualificato e di nota validità. Per tante patologie sarà sempre più esclusivo.