Breaking News
Home / Opere del '900 / ‘La vita tranquilla’ di Merguerite Duras: si può vivere di noia?

‘La vita tranquilla’ di Merguerite Duras: si può vivere di noia?

La vita tranquilla è il secondo romanzo della scrittrice francese nata in Vietnam Marguerite Duras (Una diga sul Pacifico, L’amante) è stato scritto nel 1944. È ambientato nella sperduta campagna francese nella proprietà agricola dei Veyrenattes. La Duras  attraverso il racconto ci presenta un nucleo familiare chiuso in se stesso, lascia materializzare la noia, l’attesa, l’impasse esistenziale di un mondo rurale che sembra fuori dal tempo. I personaggi sono chiusi ognuno nel proprio microcosmo, fermi nella vita che scorre, impantanati nelle situazioni irrisolte, ognuno tendente ad affetti impossibili, avvolti dalla perfetta e opprimente atmosfera del mondo dimenticato, in un mondo scandito dalle stagioni dove la purezza ha lasciato il passo alla miseria i personaggi nutrono segreti e passioni violente.

Il titolo è una promessa, la promessa di un’attesa ardentemente desiderata. Lasciarsi vivere, non è vivere e a questo che Francou Veyrenattes si ribella. L’equilibrio perfetto e ipocrita è scalfito da un delitto. Dopo la morte, la vita torna, e solo così il soffocante senso di paralisi si potrà spezzare. Francou è la giovane protagonista, la giovane vittima di una vita  indissolubilmente immobile e chiusa nella noia più profonda; solo con l’amore sente di poter sfuggire a tutto questo. Ma anche l’amore, come la noia, nasconde luci ed ombre, da un lato l’amore per Thiène e, dall’altro, quello impossibile per il fratello Nicolas. Ma alla fine tutto cambia e niente è cambiato: la trama silenziosa del mondo riprendere a tessere in silenzio e la noia resta, forse più profonda e fitta di prima, la vita tranquilla continua, forse è proprio così che deve essere? E si può vivere di noia?

La Duras è una tra le voci più significative del nouveau roman. Il suo genio narrativo rende semplice ciò che non lo è; lo stile asciutto e preciso non rende illusioni e lascia entrare il lettore in quella vita tranquilla che continua al di là di tutto fino alle ultime parole del libro le sole in grado di accomiatare il lettore e i protagonisti da una vita tranquilla.

About Michela Iovino

Le parole aiutano la "coraggiosa traversata" della realtà, così scrisse una volta Elsa Morante. Lo credo anche io, fermamente, per questo scrivo. Amo l'arte, la musica classica, il cinema e in particolar modo la letteratura, che è essenziale punto d'appoggio. Nei frattempo della vita colleziono storie, forse un giorno ne scriverò qualcuna!

Check Also

Bernhard

‘Il soccombente’. La tragedia dell’essere geni secondo Thomas Bernhard

Il soccombente è un romanzo, pubblicato nel 1983, dello scrittore austriaco Thomas Bernhard, totalmente narrato in prima persona, e racconta dell’amicizia tra l’io narrante e due giovani artisti: Glenn Gould, il genio, e Wertheimer, il soccombente. I tre si conoscono nel conservatorio del maestro Horowitz, dove studiano pianoforte. Wertheimer e l’io narrante (che si pensa sia l’autore stesso, Bernhard), durante una lezione al conservatorio sentono Glenn Gould suonare per la prima volta il pianoforte e da quel momento capiscono che nessun altro al mondo, come lui, poteva suonarlo. Glenn inizia ad essere un’ossessione e un paragone che resterà per il resto della loro vita. Dopo aver “accettato” la consapevolezza del genio di Gould, i due artisti affrontano la vita in modo del tutto differente: l’io narrante cede il suo pianoforte ad una persona totalmente inadeguata, mentre Wertheimer, mette all’asta il suo pianoforte, gettandosi nelle cosiddette “scienze dello spirito” (filosofia), segnando così l’inizio della sua fine.